LA STORIA DI COSIMO: DISABILE PER UN MESE!

Ciao a tutti amici, oggi volevamo presentarvi Cosimo Panattoni, nipote del fondatore della famosissima pasticceria-gelateria La Marianna di Bergamo, venuto a contatto temporaneamente con il mondo della disabilità in seguito ad un intervento al ginocchio.

A: “Ciao Cosimo, come è stato l’adattamento a questa nuova condizione, seppur temporanea e quali difficoltà hai maggiormente notato?”
C: “Sicuramente, per me, lo stare in sedia a rotelle è stata un’esperienza abbastanza traumatica in quanto non ero mai salito su una carrozzina, se non per qualche ora.
Grazie a quest’esperienza ho potuto capire, in maniera totale, cosa significhi vivere su una sedia a rotelle e posso dire, senza alcun dubbio, che è stata un’esperienza molto impegnativa a livello psicologico, con molti lati negativi e alcuni positivi.
Lo stare in carrozzina è molto stressante, infatti devi essere sempre lungimirante e prevedere gli ostacoli che possono presentarsi in ogni momento.
Per fortuna i passanti sono sempre stati disponibili nei miei confronti e mi hanno sempre aiutato a superare le difficoltà, sebbene io, orgoglioso per natura, ho cercato di fare più cose da solo, in quanto il farmi aiutare lo percepivo sempre come una sconfitta personale.
Il vivere in sedia a rotelle mi ha permesso inoltre di comprendere quanto una persona normodotata sia fortunata senza rendersene conto, comunque se potessi tornare indietro metterei da parte l’orgoglio e accetterei, molto volentieri, l’aiuto di tutti.”

A: “Secondo te Bergamo è una città accessibile?”
C: “Non lo è per le biciclette, figuriamoci per le sedie a rotelle!”

A: “Quali modifiche proporresti per rendere più vivibile la nostra città?”
C: “Non saprei perché non sono del mestiere ma, come provocazione, dico che un mese in carrozzina aiuterebbe tutti a diventare più sensibili verso il mondo della disabilità.”

A: “Che percezione avevi della disabilità prima del tuo intervento?”
C. “Una percezione negligente e totalmente inconsapevole, totalmente non focalizzata del problema, del resto si sa, per capire davvero una situazione devi viverla sulla tua pelle.”
A: “Grazie Cosimo per la tua preziosa testimonianza, torna a trovarci quando vuoi, sei il benvenuto!”

Ragazzi, spero che questa intervista vi sia piaciuta, più sotto potete leggere le altre mie interviste!

Alessandro

UNA VITA DA (slalom) GIGANTE

Albino- Venerdì 12 gennaio.

Con grande emozione, ho effettuato in qualità di social media manager della TriMaTech l’intervista (che poi era anche la mia prima in assoluto) al fondatore dell’Enjoy Ski Center ONLUS, Mauro Bernardi.

Ancora prima di partire, provavo dentro di me una sensazione strana, ovvero la paura di non essere in grado di gestire efficacemente una situazione per me così nuova ed insolita. Per mia  fortuna Mauro si  è rivelato una persona alla mano e molto disponibile al dialogo, desideroso di condividere con noi la sua esperienza.

Il punto di forza di Mauro che mi ha colpito maggiormente è sicuramente quello di non lasciarsi abbattere dalle avversità della vita.

Infatti, quando ha avuto l’incidente stradale che l’ha costretto a vivere su una sedia a rotelle, non si è demoralizzato come avrebbero fatto tante altre persone, ma ha trovato un modo alternativo di fare le cose che faceva da normodotato.

Proprio da qui deriva la sua voglia di diventare maestro di sci per disabili sebbene, come da lui testimoniato per realizzare il suo sogno, sia dovuto prima andare nella Repubblica di S. Marino e successivamente in Austria, perché incredibilmente la legge italiana non riconosce la professione di  istruttore di sci per disabili.

Il suo metodo di insegnamento è innovativo e rivoluzionario in quanto prevede l’integrazione nel processo di apprendimento della persona disabile e del suo accompagnatore. In altre parole, le lezioni iniziali sono condotte da Mauro dopodiché potrà essere l’accompagnatore della persona disabile a continuare il percorso di insegnamento.

Praticare uno sport come lo sci è anche un’ottima palestra per vincere le paure che spesso attanagliano coloro che possiedono qualche tipo di handicap. Sciare quasi alla pari con i normodotati è sicuramente un’iniezione di fiducia e può contribuire a rafforzare l’autostima della persona disabile.

Mauro ci spiega che, quando si trova su una pista da sci, si sente estremamente libero ed appagato, perché riesce a combinare quel bisogno che è insito dentro ogni essere umano: adrenalina e libertà.

La ricerca di adrenalina è proprio alla base di molte delle esperienze più significative fatte da Mauro, come quella volta in cui ha provato a sciare al buio con l’ausilio di alcune lanterne che illuminavano leggermente la pista creando un effetto magico.

Infine, voglio condividere con voi quelle che sono le mie sensazioni dopo aver conosciuto Mauro personalmente. L’incontro è stato per me l’occasione per riflettere di più sulle opportunità che la vita mi ha offerto, nonostante anch’io abbia mille difficoltà mi ha spronato a coglierle al meglio in prospettiva futura.

Mi auguro che anche voi, dopo questa lettura, vi sentiate più ispirati, buona vita! 😉

Alessandro

15/10/2018: CAMPIONI!!!

VINTA STARTCUP LOMBARDIA

31/03/2018: Conquistata L’Isola … Delle Idee!!!

17/10/2017: Sei la TV: ospiti a Pomeriggio 216

9/10/2017: TriMaTech vince Startcup 2017 con il progetto ERMES!!!


 La rassegna stampa sull’evento: